[Archivio] “To be” o non “to be”?

Voilà! In view, a humble vaudevillian veteran, cast vicariously as both victim and villain by the vicissitudes of Fate. This visage, no mere veneer of vanity, is a vestige of the vox populi, now vacant, vanished. However, this valorous visitation of a by-gone vexation, stands vivified, and has vowed to vanquish these venal and virulent vermin van-guarding vice and vouchsafing the violently vicious and voracious violation of volition.

The only verdict is vengeance; a vendetta, held as a votive, not in vain, for the value and veracity of such shall one day vindicate the vigilant and the virtuous.

Verily, this vichyssoise of verbiage veers most verbose, so let me simply add that it is my very good honor to meet you and you may call me V


Mi torna alla mente, cosi’, leggendo, per caso, questo monologo, una lezione di inglese delle medie in cui lo sbarbato sottoscritto si lancio’ in un’animata discussione con la (strafiga) professoressa di inglese, relativa al grado di complessita’ della lingua da lei insegnata; ai tempi, povero me, ritenevo il favellar della terra d’Albione assai ostico, passando, tra l’altro giustamente, col senno di poi, per un idiota. La magnanima d’altro canto per salvare la mia povera media mi rivelo’ un segreto preziosissimo. Illumino’ la mente dello sbarbato e compagnia bella sostenendo che l’idioma inglese, di per se gia’ semplice, poteva essere ancor piu’ abbordabile ricorrendo ad una manciata di verbi: “to be”, “to do”, ma il vero passpartout sarebbe stato “to get”; alche’ snocciolo’ una serie di esempi che convinse tutti, ma proprio tutti, anche il principe degli scettici (lo sbarbato).

D’incanto per la classe prese il la una fortissima convinzione che, col passare del tempo, avrei realizzato essere radicata nell’interezza della razza latina, e, in particolar modo, di quella italica.

Ovviamente il nostro idioma trae le sue origini dalla lingua latina, lingua di nobili, papi, scienziati, filosofi, politici, re; di fatto, per gran parte della storia, dai romani in poi, lingua propria dei peggiori criminali che la storia stessa ricordi. Prendendo forza da questa convinzione, per noi ragazzini delle medie, e quindi popolo italico tutto, noi parlavamo una Lingua, gli inglesi abbaiavano quattro verbi.

Fatemi spiegare: quando ho letto questo monologo, mi e’ venuto in mente una cosa che mi e’ successa alle medie. Ho fatto presente alla mia professoressa di inglese (che era una figa pazzesca) che la lingua inglese per me era molto difficile. E per questo giustamente tutti erano convinti che io fossi un idiota. La professoressa, pero’, era molto buona e allora mi ha detto un trucco per far si che la mia media nella sua materia non fosse tanto bassa. Mi disse infatti che la lingua inglese, che gia’ era facile, lo sarebbe stata ancora di piu’ facendo uso di pochi verbi (to be, to do, e to get), ma siccome non ci facevo molto affidamento mi ha fatto anche cosi’ tanti esempi che alla fine sia io, che i miei compagni, eravamo convintissimi della cosa! Era, ormai, una nostra certezza, che in realta’ e’ dato assodato un po’ da tutti gli italiani e da quelli che fanno uso delle lingue romanze piu’ in generale; e cioe’ che essendo la lingua italiana il frutto di quella latina, e che quella latina era parlata dalle personsone piu’ nobili, con le cariche piu’ alte, e dalla morale piu’ bieca e abbietta che siano esistite, allora la lingua italiana era giustamente una Lingua, l’inglese no!

“To be” and “to do” own italian too..

.. e vi ho risparmiato le “k”!

Alexander